By 14th marzo, 2017 Escursioni Comments Off

Giro di Ponza

Giro di Ponza

Partenza alle ore 10:30
Rientro alle ore 17:00 / 18:00

Con una barca del Lupo di MARE, usciamo dal Porto di Ponza e ci dirigiamo verso la punta della Madonna. Incontriamo, subito, sulla destra le grotte di Pilato. “Nota che questa toponomastica volgare appiccicata al classico monumento, non ha alcun fondamento storico; derivò forse dal fatto che il prenome di ponzio, il Procuratore della Giudea che condannò Gesù Cristo, coincideva col nome dell’ isola. Così l’indegno giudice di Cristo immeritatamente ebbe l’onore di legare il suo nome ai grandiosi avanzi della villa augustea di Ponza “. Qui , nella barchetta, sul mare profondo, tra gli anfratti e le rocce a strapiombo, dalle forme strane e a volte paurose, ti sembrerà di sognare o di avviarti ai regni oltremondani. Aride pareti di tufo, fasciate da teneri e violenti colori, con vampate di nero, come di fuoco spento da poco, ti sovrastano. Nel turchino di certi fondali vedi la luce scherazare attraverso feritoie naturali di profondi canali.
Eccoci all’ingresso. Sostiamo senza entrare. Nota innanzitutto che dalle ricerche archeologiche è stato dimostrato che il nostro monumento marittimo è un sacro tempio marino, cui è legata una peschiera esterna installata per i bisogni della sovrastante villa imperiale. L’idea del tempio dei pesci è certo d’ importazione orientale e il tufo trachitico ha reso possibile lo scavo d’un vero complesso ictomantico sentimentale, nelle viscere di questa collina. È un MURENAIO SACRO. Di fronte abbiamo due archi uguali: quello di sinistra ha una piccola nicchia centrale, che svolta in un canale internantesi in perfetta oscurità quello di destra c’invita in un ampio vestibolo e questo, a sua volta, in un grandioso salone, di 19 x 12 soffuso d’una tenue luce celestina. A destra, dopo una piccola abside munita d’altare, un’altra coppia di sale ci sospinge ad entrare.

Con la barca oltrepassiamo la punta del Cimitero, ove la risacca ha suoni cupi e gravi nei cunicoli del murenaio sacro, e volgiamo verso libeccio per passare tra i colossali faraglioni della Madonna. Non hai il tempo di fissare il candore dei tufiche ti sovrastano, perché il giallo croco di quelli a mare abbaglia per un attimo lo sguardo: appena a ridosso di questi due antemurali di protezione della villa, mentre sei costretto ad abbassare gli occhi, ti delizia l’ anima l’ azzurro delle acque, il verdone dei canali, e tra le pietre dei fondali cristallini, quella reticella d’ oro che impreziosisce le sabbie, ove guizzano i pesci multicolori… Siamo nel seno della Parata. Le case riapparse ci distraggono penosamente, per un attimo, dalle belle visioni della natura!!! Lassù verso la ripa degli Scotti, scoscesa fino a mare, con le sue zone tufacee stratificate sembra una fantasia di paesaggio indiano con i vigneti a lunghi filari e le siepi di cactacee: fichi d’ india e agavi ornamentali. Senti sciabordare il mare aperto verso Ventotene e odi la spiaggetta del bagno il cupo richiamo delle cave di tufo sovrastanti, come d’ immani fauci aperte e la scena opaca dei massi incombenti della Guardia, cioè i due faraglioni del calzone muto tra i qauli ci insinueremo per ammirare tutta la loro ciclopica bellezza.

Antico porto Greco-Romano, ora divenuta la più ampia cala di Ponza, con bella spiaggia ricca di sabbie magnetiche. Questa cala è ancoraggio di rifugio alle barche e ai super yacht contro i cattivi tempi del primo quadrante. Nota, all’angolo di destra, un bel terrazzo con mura di protezione: di lassù vigilava la sentinella confinaria. L’insenatura ha l’aspetto d’ un pittoresco anfiteatro limitato sulla sinistra da Capo Bianco e circondato nel mezzo da altre sponde verticali, bizzarramente costituite da scuri strati di retinite e da gialle zone del medesimo tufo. Sulla spiaggia c’è lo sbocco della via natichissima che unisce tuttora questa cala di Chiaia di Luna al centro abitato di Ponza.

Appare all’ improvviso come un iceberg in mare aperto il bianco promontorio di Capo Bianco, uno dei luoghi più affascinanti di Ponza. nel corso dei secoli, il lento ma continuo lavorio del mare ha scavato grotte e passaggi sottomarini nella friabile roccia perlitica. La grotta delle streghe è il più palese di questi esempi. Il moto ondoso con il suo fare costante è riuscito a farsi largo nel cuore delle colline di Ponza, scavando cunicoli e inoltrandosi come nessuno può fare. La grotta del passaggio si può percorrere con piccole imbarcazioni (max 5-6 metri) – di cui Lupo di Mare è fornito – ma va percorsa con prudenza, perché è tra i luoghi più frequentati dell’ Isola di Ponza, un continuo via vai di barche. Sempre con la barca ci si può anche avventurare anche nella grotta del segreto della Maga un cunicolo di 100 metri che porta ad una spiaggia in miniatura difesa da grossi massi (in tal caso serve una barca più piccola 4 metri che il Lupo di Mare potrà fornire a chi volesse avventurarsi).

Erano gli ultimi anni del settecento. Lucia Rosa era nel fiore degli ani e amava contemplare per ore il mare azzurro dell’alto di Le Forna. Una mattina di maggio un giovane ma povero contadino dell’ isola di Ponza, vedendola se ne innamorò. Un amore subito ricambiato quanto osteggiato dal padre della ragazza, che non voleva acconsentire a quelle nozze disonorevoli per la sua famiglia. A nulla valsero i pianti della ragazza. un pomeriggio di Luglio, quando il frinire delle cicale rende l’ora dassolata ancora più misteriosa, Lucia Rosa raggiunse il bordo della rupe e si lasciò andare silenziosamente nel vuoto. Il suo amore sfortunato ha dato il nome alla sua splendida baia che rinnova l’incantesimo di quel sentimento purpureo, con i mille fiori che ornano ogni primavera le coste a picco sul mare[S. Mazzella]. Non si può dire di aver visitato Ponza se non si è visti i faraglioni di Lucia Rosa. Una magia a cui nessuno sa resistere per lo scenario splendido, per l’ acqua trasparentissima, i fondali ricchi di pesce e di flora e l’irradiazione solare che garantisce una tintarella a regola d’arte. Arrivando con la barca del Lupo di Mare, nonn si vede l’ora di tuffarsi e fare il bagno ai piedi dei faraglioni.

Eccoci all’ altra estremità dell’ Isola, alla località detta Le Forna per le cave di caolino-bentonite, che anticamente avevano l’ imboccatura arcuata, come piccole bocche di forni. Quella laggiù, è la secca dei mattoni; la bella insenatura celeste è Cala Feola con le sponde a picco e le grotte manufatte per riporvi le barche d’ inverno. È tra le baie più apprezzate dell’ isola di Ponza e raccoglie in un piccolo spazio panorami suggestivi e di grande bellezza. Il nome deriva dall’omonima famiglia borbonica che la colonizzò alla fine del settecento. Il porto attuale ha valorizzato la frazione dove la natura è rimasta incontaminata. Le case dalle tinte pastello, costruite in gran parte nello stile a cupola araba, ben s’armonizzano nel dolce paesaggio. La Cala fino agli anni quaranta era assoluto dominio delle foche monache che venivano a svernare sulle bianche scogliere. Uno spettacolo davvero eccezionale, considerando che purtroppo già da molti anni questi caratteristici mammiferi di mare non si vedono più nel Tirreno. L’ anfiteatro naturale di Cala Feola racchiude quanto di più genuino Ponza possa offrire: le colorate abitazioni a cupola araba, i terrazzamenti rigorosi di vigne, scalette ripide intagliate nella roccia, una lussureggiante macchia mediterranea, il silenzio caratteristico delle isole. Alle piscine Naturali si accede invece attraverso bassi archi di roccia, resti di bocche eruttive di un vulcano. Entriamo con la barca in una piccola darsena utilizzata dai pescatori come approdo per i loro gozzi. Sulla barca in tutto relax.

Il nome deriva dall’abbondanza delle felci, la rara OSMUNDA REGALIS. la piccola cala più a nord dell’ Isola di Ponza. Questa cala è accessibile via mare, ma anche tramite un pendio scosceso. Con la barca, però, è possibile restare più a largo evitando di scendere a terra. sulle pareti della cala si ammirano le argille color dell’ oro mentre l’acqua assume il colore del verde smeraldo. Ancora una volta, con la barca del Lupo di Mare si è raggiunto un angolo di paradiso, uno degli angoli più belli dell’ Isola di Ponza.

Continuando nel nostro giro dell’ Isola di Ponza, sulla barca del Lupo di mare, ci imbattiamo in un enorme faraglione a forma di Arco. Il nome originario SPACCAPURPO, oggi è stato sostituito da quello più commerciale di Arco Naturale. Con la barca passiamo sotto l’ Arco, stando molto attenti ai bagnanti, e guardando all’insù ci sentiamo come i gladiatori al momento dell’ uscita nell’ arena… per noi, per voi. Ancorando la barca a largo, possiamo fare un pò di pesca subacquea, polpi, occhiate, cernie e dentici – un sogno che diventa realtà.

Tra i luoghi più suggestivi dell’ Isola di Ponza, che ricorda la grandezza degli Antichi Romani, infatti sono molti i resti dell’ acquedotto romano in attività fino alla seconda guerra mondiale. Un’ pò più avanti ci imbattiamo nella spiaggia del Core. La spiaggia esposta a levante, è formata da sassi e sabbia grossa. Il faraglione del Core, visibile dalla barca, è il nascondiglio preferito di cernie, saraghi e polpi. Stampato nella roccia vi è un immagine che richiama la forma del cuore. Un’ antica leggenda tramanda che in un tempo lontano i Giganti abitavano l’ Isola di Ponza. Nella grotta del Core amava prendere il bagno la figlia del Re, della quale si innamorò ricambiato il Dio Nettuno. La giovane sposa però era così orgogliosa ella sua bellezza, che non si tratteneva dal tradire il marito. Scoperto l’inganno, il potente signore del mare, dopo aver ucciso la fedifraga, pazzo di dolore ne appese il cuore sanguinate sulla parete del Core, dove è ancora. Nelle notti di tempesta, conclude la storia, si odono ancora i lamenti dello sposo che non trova pace al suo dolore (S. Mazzella).

La spiaggia del Frontone, ultima tappa del nostro giro, è però collegata con un servizio regolare di motobarche con il porto di Ponza. La spiaggia ampia e soleggiata è tra le mete preferite dai giovani. Alle diciotto, infatti, vi è il classico aperitivo condito da musica e balli. Con la barca ci accingiamo a tornare verso il porto di Ponza, dove ci aspetteranno altre sorprese. Con Lupo di Mare non si scorda mai il sapore del mare.