By 28th febbraio, 2017 Escursioni Comments Off

Giro di Palmalora

Giro di Palmalora

Partenza alle ore 10:30 e alle ore 11:00
Rientro alle ore 16:30 e alle ore 17:00

Lasciata l’ Isola di Ponza si fa rotta, con la barca del LUPO di MARE, verso l’ Isola di Palmarola, passaggio obbligato per chi vuole veramente conoscere la bellezza del mondo in cui vive. Il nome di questa isola deriva dalla pregiata specie di Palma Nana che riesce ad attecchire anche su queste rocce poverissime di terra. Ma non solo su queste rupi sono presenti altre numerose specie di piante, come il finocchio selvatico, il rapunzolo, il mirto, il cocomero selvatico, nonché piante esotiche che gli uccelli hanno portato dalle coste africane.

La costa sud, molto tormentata, si allarga in una piccola ansa naturale protetta da una serie di scogli, Cala Brigantina, dove possono trovare rifugio barche di medio tonnellaggio, comprese tutte le barche del Lupo di Mare. Come un libro aperto, la parete della baia mostra gli strati sovrapposti di roccia con i quali l’isola si è formata durante le eruzioni vulcaniche. Il porticciolo naturale, sempre affollato di barche, prende il nome dal brigantino, qui stzionante, che Re ferdinando IV aveva destinato alla protezione dei pescatori isolani. Il riverbero della bianca roccia e il riflesso della sabbia del fondo colorano l’ acqua di uno splendendte azzurro smeraldo, nel quale è impossibile non bagnarsi. Le due grandi rocce tra le quali &eghrave agevole il passaggio di barche di piccolo pescaggio, indicano la nostra direzione.

Superata Cala Brigantina, l’ Isola termina con quattro rocce imponenti che la proteggono da Sud. Su quelle più alte nidificano il Gabbianio reale e la Berta maggiore. Girando il faraglione più grande si scorge una grotta detta Grottone di Mezzoggiorno. L’ampia volta simile ad un Pantheon naturale, costituisce una delle meraviglie dell’ Isola: il colore del mare passa dall’ azzurro turchese al giallo oro, fino al nero passando per il rosso. Entriamo nella Grotta con la barca del Lupo di Mare e scopriamo ciò che la natura riesce a fare.

Procedendo con la barca verso la spiaggia del porto vediamo il faraglione di San Silverio chiamato così dai coloni settecenteschi che, travisando, credettero ravvisare in alcuni ruderi d’una vedetta Farnese, su quel masso di trachite, la cella penale, ove morì esule il nostro Patrono. Ogni anno, in coincidenza della ricorrenza religiosa che si festeggia il 20 giugno, una processione di barche, lance e gozzi si reca al faraglione per rendere omaggio al Santo. Ancorata la barca, senza dare disturbo alle altre barche arrivate prima di noi, scendiamo sulla spiaggia, e qui vi è luce, sole, candore di tufi chiari. in mezzo all’alto dorsale dei colli tra un filone di riolite e cinque retinite, sgorgaati dall’unico cratere dell’ Isola, torreggia quella guglia bianca che rassomiglia al frontale di una chiesa gotica e che chiamano la Forcina. In mezzo ai torrenti di luce che scendono da ogni dove, smorsati a mala pena dai bassi filari dei vigneti, notiamo su tutta la parete del monte di rimpetto che si aprono grotte manufatte, dall’ampia porta imbiancata. In esse abitavano temporaneamente i contadini che venivano ad attendere con pena e fatica, alle poche colture.

Riprendiamo la barca e muoviamo verso la Cattedrale. È la maggiore attrazione dell’ isola: le rocce riolitiche sono qui disposte ordinatamente a formare una maestosa facciata gotica, arricchita da pinnacoli, solenni colonne, ombrose cappelle che custodiscono segrete spiaggette, avvolte dai vapori che salgono come l’incenso a glorificare tanta bellezza.

Tirata nuovamente l’ancora in barca, riprendiamo il giro e ci imbattiamo in un nuovo faraglione, lo Spermaturo. L’ isola non finisce mai di sorprendere. Il pennacchio rosso di questo faraglione sembre essere appena emerso dal mare con il guizzo di un delfino. Il nome un’pò astruso, deriva probabilmente dall’ omonimo attrezzo usato dai calafatari per spalmare sulla carena dei bastimenti la speciale pittura che preserva lo scafo dalla dannosa flora marina. Passiamo dai Vricci, altra cala caratteristica dell’ isola e puntiamo verso Ponza, per il rientro.